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	<title>Cisl emilia romagnaCisl emilia romagna | Cisl emilia romagna</title>
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	<description>FNP CISL Emilia Romagna. il sindacato dei pensionati e degli anziani</description>
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		<title>I sindacati pensionati rilanciano la contrattazione locale</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:37:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lunedì 21 maggio manifestazione unitaria. Testo del volantino diffuso da Spi Cgil &#8211; Fnp Cisl &#8211; Uilp Uil dell&#8217;Emilia Romagna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 21 maggio manifestazione unitaria. Testo del volantino diffuso da Spi Cgil &#8211; Fnp Cisl &#8211; Uilp Uil dell&#8217;Emilia Romagna</p>
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		<title>Basta sacrifici per il popolo dei pensionati</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:10:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fisco italiano colpisce i redditi da pensione con una imposizione più alta rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei e questo falsa tutti i paragoni che spesso sentiamo fare in riferimento al rapporto tra spesa pensionistica e spesa pubblica. Questo lo sanno bene tutti gli esperti, ma se ne guardano bene dal metterlo in evidenza perché oggi il pensiero dominante è tagliare sulle pensioni prima di ogni cosa, poi vediamo se si può fare dell’altro. E così è avvenuto con il governo Monti, ma forse sarebbe successo con qualsiasi altro governo, se si affrontano le gravi insufficienze strutturali che oggettivamente ha l’Italia, senza una visione d’insieme e senza un collegamento stretto tra le varie realtà del Paese. Il pensionato italiano, con un reddito medio di 13.700 € (rilevazione del 2009 ), paga il 15% in più dei colleghi tedeschi, francesi, spagnoli, pertanto c’è una evidente disparità di trattamento, non del tutto giustificata dalla necessità di superare il momento di crisi che sta attraversando l’Italia. Piuttosto riteniamo si tratti di una pervicace azioni di compressione dei redditi pensionistici da tempo auspicato dalla cultura prevalente di casa nostra, al servizio dei potentati finanziari ed economici.  A forza di dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Il fisco italiano colpisce i redditi da pensione con una imposizione più alta rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei e questo falsa tutti i paragoni che spesso sentiamo fare in riferimento al rapporto tra spesa pensionistica e spesa pubblica.</p>
<p align="left">Questo lo sanno bene tutti gli esperti, ma se ne guardano bene dal metterlo in evidenza perché oggi il pensiero dominante è tagliare sulle pensioni prima di ogni cosa, poi vediamo se si può fare dell’altro. E così è avvenuto con il governo Monti, ma forse sarebbe successo con qualsiasi altro governo, se si affrontano le gravi insufficienze strutturali che oggettivamente ha l’Italia, senza una visione d’insieme e senza un collegamento stretto tra le varie realtà del Paese.</p>
<p align="left">Il pensionato italiano, con un reddito medio di 13.700 € (rilevazione del 2009 ), paga il 15% in più dei colleghi tedeschi, francesi, spagnoli, pertanto c’è una evidente disparità di trattamento, non del tutto giustificata dalla necessità di superare il momento di crisi che sta attraversando l’Italia. Piuttosto riteniamo si tratti di una pervicace azioni di compressione dei redditi pensionistici da tempo auspicato dalla cultura prevalente di casa nostra, al servizio dei potentati finanziari ed economici.</p>
<p align="left"> A forza di dire che i pensionati rubano il futuro ai giovani, abbiamo trovato qualcuno che ha rimesso le cose a posto, nel senso che i vecchi ed i giovani non litigheranno più per un osso, per il semplice fatto che è sparito anche quello.</p>
<p align="left">Stiamo mandando in miseria milioni di anziani, con elevata e iniqua tassazione sul reddito, eliminazione della indicizzazione al costo della vita, una inflazione ogni giorno più vorace, ulteriori prelievi fiscali sulla casa di abitazione, una raffica di aumenti tariffari, una sanità e un sistema assistenziale sempre più cari, senza che tutto questo provochi un posto di lavoro in più. Anzi, la disoccupazione e la cassa integrazione aumentano, i conti previdenziali peggiorano ogni giorno, i giovani vedono allontanarsi il miraggio del posto di lavoro.</p>
<p align="left">Allora c’è qualcosa che non va, mentre non si può continuare a subire a senso unico, senza muovere un dito.</p>
<p align="left">I pensionati non si sono mai tirati indietro quando c’erano dei sacrifici da affrontare, ma pensano anche che in un Paese democratico i sacrifici li devono sopportare tutti in maniera proporzionale, altrimenti è la società stessa che implode e tutto diventa impossibile da governare.</p>
<p align="left">Si era detto che si dovevano ridurre i costi della politica, ma finora abbiamo sentito solo chiacchiere, mentre continuano le ruberie e la corruzione. Si doveva mettere mano ai privilegi pensionistici che ancora resistono, ma nulla è stato fatto verso categorie fortemente protette da potenti lobbie. Si doveva razionalizzare il fisco, ma finora non si è fatto che aggiungere tasse ad altre tasse.</p>
<p align="left">Con la scusa della crisi, questo governo di super-tecnici ne sta combinando di ogni colore, magari facendolo passare per ‘oro colato’. E il guaio è che la gente ci crede, disgustata com’è dai disastri combinati in precedenza dalla politica.</p>
<p align="left">In questo contesto non è detto che si sia toccato il fondo del burrone, ma se lo sviluppo non riprende saranno guai ancora più seri per la nostra categoria, priva di potere contrattuale.</p>
<p align="left">Non possiamo però aspettare altri temporali senza cercare qualche strumento per ripararci, almeno dalle grandinate. Pertanto il sindacato pensionati si sta muovendo sulla inevitabile, ma necessaria, strada dell’ apertura di una forte vertenzialità verso questo governo, così come verso i sindaci e gli amministratori locali.</p>
<p align="left">La ritrovata (e speriamo duratura) unità d’intenti con i pensionati di Cgil e Uil ci rende consapevoli di una rinnovata forza d’urto, che speriamo produca qualcosa di positivo per tutti noi.</p>
<p align="left">Il fardello fiscale posto sulle spalle dei pensionati è talmente sproporzionato, non solo rispetto all’Europa, ma anche in rapporto agli altri redditi da lavoro e da impresa, che grida vendetta al cospetto del più normale buon senso. Da qui bisogna ricominciare la lotta per la difesa del potere d’acquisto delle pensioni, cioè dalla riduzione della iniquità fiscale che colpisce i pensionati. Poi vogliamo anche riaprire il discorso della non autosufficienza, che qualcuno vorrebbe confinare nel ‘dimenticatoio’.</p>
<p align="left">In tutte le province la Fnp si sta muovendo e si organizzano assemblee. Vogliamo avviare una grande mobilitazione per evitare che la riforma del fisco e dell’assistenza, cui sta lavorando questo Governo, si trasformi in un’altra Caporetto per noi e anzi possa diventare un momento di riscossa per il popolo degli anziani che rappresentiamo.</p>
<p align="left">E al nostro fianco vogliamo avere i lavoratori e tutto il movimento sindacale, perché è ora di finirla con la storia dei vecchi che si mangiano i giovani, ricordando ai fautori di questa teoria che se non ci fossero stati i pensionati ad ammortizzare almeno in parte l’impatto della crisi sulle famiglie dei più giovani, sarebbe scoppiata già da tempo la rivoluzione sociale in un Paese dove a pagare sono sempre gli stessi.</p>
<p style="text-align: right;" align="left">Franco Andrini, segr. gen. Fnp ER</p>
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		<title>Semplifica Italia: semplificherà la vita dei cittadini?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 09:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 4 Aprile u.s. è stato approvato dalla Camera dei Deputati il decreto “Semplifica Italia”, che ora è ufficialmente legge dello Stato. Per i cittadini i tempi di attesa nei confronti della burocrazia pubblica si ridurranno notevolmente. In particolare: i cambi di residenza saranno in tempo reale; i documenti di riconoscimento scadranno il giorno del compleanno; il bollino blu sarà rinnovato ogni due anni; il contrassegno per gli invalidi sarà valido su tutto il territorio nazionale; sarà semplificato il rinnovo della patente per gli ultra ottantenni; si avrà la cartella clinica elettronica; il pagamento on –line per multe, ticket, etc. procedure più semplici per l’esenzione del ticket per i malati cronici. per il il testo completo collegarsi a: www.governoitaliano.it Testo Pdf semplifica italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 Aprile u.s. è stato approvato dalla Camera dei Deputati il decreto “Semplifica Italia”, che ora è ufficialmente legge dello Stato. Per i cittadini i tempi di attesa nei confronti della burocrazia pubblica si ridurranno notevolmente.<br />
In particolare: i cambi di residenza saranno in tempo reale; i documenti di riconoscimento scadranno il giorno del compleanno; il bollino blu sarà rinnovato ogni due anni; il contrassegno per gli invalidi sarà valido su tutto il territorio nazionale; sarà semplificato il rinnovo della patente per gli ultra ottantenni; si avrà la cartella clinica elettronica; il pagamento on –line per multe, ticket, etc. procedure più semplici per l’esenzione del ticket per i malati cronici.<br />
per il il testo completo collegarsi a: <a href="http://www.governoitaliano.it/">www.governoitaliano.it</a></p>
<p>Testo Pdf <a href="http://fnp.cislemiliaromagna.it/wp-content/uploads/semplifica-italia1.pdf">semplifica italia</a></p>
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		<title>Andrini (Pensionati Cisl ER): interventi Inpdap rientrino nel welfare regionale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 07:49:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“In tempi in cui il ‘pubblico’ ha difficoltà a mantenere i livelli assistenziali esistenti, a causa delle difficoltà dei bilanci dello Stato e degli enti locali, l’intervento dell’Inpdap in campo assistenziale a sostegno delle condizioni di non autosufficienza di pensionati iscritti all’Istituto di Previdenza Pubblica, è un tipo di welfare integrativo di grande importanza e valenza sociale”. Così Franco Andrini, responsabile dei pensionati Cisl (Fnp) dell’Emilia-Romagna, commenta i sette accordi – progetto del costo di tre milioni di euro finanziati dall’Inps ex gestione Inpdap  in Emilia-Romagna per un welfare integrativo a favore di iscritti Inpdap non autosufficienti.    “E’ chiaro –osserva Andrini- che quando si parla di welfare integrativo, sia esso di natura pubblica come quello dell’Inpdap o di natura privata come quello aziendale o di fondazioni, per il sindacato e per tutta la comunità significa confrontarsi con una nuova dimensione della tutela sociale cui non siamo abituati”. “Si tratta di una realtà in via di consolidamento –continua il responsabile regionale Fnp- con cui bisogna fare i conti e saperla mettere in relazione in maniera sinergica e complementare rispetto all’apparato pubblico assistenziale, che deve mantenere sempre il controllo e il governo dell’intero sistema”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“In tempi in cui il ‘pubblico’ ha difficoltà a mantenere i livelli assistenziali esistenti, a causa delle difficoltà dei bilanci dello Stato e degli enti locali, l’intervento dell’Inpdap in campo assistenziale a sostegno delle condizioni di non autosufficienza di pensionati iscritti all’Istituto di Previdenza Pubblica, è un tipo di welfare integrativo di grande importanza e valenza sociale”.</p>
<p>Così Franco Andrini, responsabile dei pensionati Cisl (Fnp) dell’Emilia-Romagna, commenta i sette accordi – progetto del costo di tre milioni di euro finanziati dall’Inps ex gestione Inpdap  in Emilia-Romagna per un welfare integrativo a favore di iscritti Inpdap non autosufficienti.   </p>
<p>“E’ chiaro –osserva Andrini- che quando si parla di welfare integrativo, sia esso di natura pubblica come quello dell’Inpdap o di natura privata come quello aziendale o di fondazioni, per il sindacato e per tutta la comunità significa confrontarsi con una nuova dimensione della tutela sociale cui non siamo abituati”. “Si tratta di una realtà in via di consolidamento –continua il responsabile regionale Fnp- con cui bisogna fare i conti e saperla mettere in relazione in maniera sinergica e complementare rispetto all’apparato pubblico assistenziale, che deve mantenere sempre il controllo e il governo dell’intero sistema”.<strong></strong></p>
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		<title>Calabrese (Donne Fnp ER): più sinergia tra donne e Fnp</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 07:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seguire con attenzione l’attività politico-sindacale della Fnp, per essere a pieno titolo parte del sindacato pensionati; raccordare sempre, a tutti i livelli, l’attività e la ‘visibilità’ dei coordinamenti femminili a quelle delle segreterie Fnp, onde evitare inutili isolamenti; predisporre un ‘Notiziario donna’ on line per informare tutte le strutture provinciali sui temi politico sindacali della federazione pensionati e sulle attività dei coordinamenti; partecipazione della coordinatrice alle diverse fasi della contrattazione sociale, affinché siano sempre presenti le problematiche di genere; promuovere a livello provinciale iniziative esterne per dare visibilità alla Fnp ed attrarre nuove adesioni;  mettere in rete le attività dei vari territori, al fine di moltiplicare le cosiddette ‘buone pratiche’ svolte dalle donne Fnp; predisporre progetti intergenerazionali insieme a giovani delle scuole ed associazioni per far conoscere l’attività ed il ruolo sociale del sindacato pensionati Cisl; calendarizzare incontri sul territorio tra la responsabile del coordinamento regionale Donne Fnp e le responsabili territoriali per un necessario scambio di esperienze ed esplicitazione delle difficoltà; creare uno staff operativo di supporto alle attività del coordinamento a tutti i livelli. Sono queste le linee operative del coordinamento Donne Fnp dell’Emilia-Romagna, messe ‘nero su bianco’ dalla neo responsabile Leonilda Calabrese. In un incontro con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seguire con attenzione l’attività politico-sindacale della Fnp, per essere a pieno titolo parte del sindacato pensionati; raccordare sempre, a tutti i livelli, l’attività e la ‘visibilità’ dei coordinamenti femminili a quelle delle segreterie Fnp, onde evitare inutili isolamenti; predisporre un ‘Notiziario donna’ on line per informare tutte le strutture provinciali sui temi politico sindacali della federazione pensionati e sulle attività dei coordinamenti; partecipazione della coordinatrice alle diverse fasi della contrattazione sociale, affinché siano sempre presenti le problematiche di genere; promuovere a livello provinciale iniziative esterne per dare visibilità alla Fnp ed attrarre nuove adesioni;  mettere in rete le attività dei vari territori, al fine di moltiplicare le cosiddette ‘buone pratiche’ svolte dalle donne Fnp; predisporre progetti intergenerazionali insieme a giovani delle scuole ed associazioni per far conoscere l’attività ed il ruolo sociale del sindacato pensionati Cisl; calendarizzare incontri sul territorio tra la responsabile del coordinamento regionale Donne Fnp e le responsabili territoriali per un necessario scambio di esperienze ed esplicitazione delle difficoltà; creare uno staff operativo di supporto alle attività del coordinamento a tutti i livelli.</p>
<p>Sono queste le linee operative del coordinamento Donne Fnp dell’Emilia-Romagna, messe ‘nero su bianco’ dalla neo responsabile Leonilda Calabrese. In un incontro con le Donne Fnp (responsabili territoriali e di lega), cui ha partecipato la responsabile nazionale Valeria De Bortoli, Calabrese ha ribadito con forza la necessità che “le donne della Fnp emiliano-romagnola si impegnino al massimo, da un lato per fungere da tramite tra il sindacato Fnp e la collettività, così da incentivarne le adesioni e dall’altro per diventare fucina di  dirigenti sindacali donne”.</p>
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		<title>Tutto sulla prossima dichiarazione dei redditi &#8211; Guida Caf Cisl di Modena</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:37:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[clicca sul titolo per leggere PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="dichiarazione redditi" href="http://fnp.cislemiliaromagna.it/wp-content/uploads/Giornalino20126.pdf" target="_blank">clicca</a> sul titolo per leggere PDF</p>
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		<title>Emilia Romagna: anziani sempre più numerosi, poveri e soli</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 09:27:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anziani sempre più numerosi, poveri e soli. E’ questo l’identikit degli ultra sessantacinquenni che emerge dall’indagine su ‘Anziani e nuove povertà’, condotta dalla dottoressa Elisa Badiali dell’Università di Bologna su commissione delle Fnp di Bologna e Ferrara. In Emilia-Romagna gli over 65 enni sono il 22,5% della popolazione (saranno il 26% nel 2013), mentre in Italia sono il 20% con punte del 26,3% a Bologna e del 26,7% a Ferrara. Le donne sono il 57,6% tra gli ultrasessantacinquenni, ma diventano il 65% tra i grandi anziani (con più di 80 anni). Sul piano reddituale sono sempre più gli anziani a rischio povertà, in quanto percepiscono assegni mensili non adeguati al costo della vita, devono convivere con una ridotta tutela del welfare e spesso si fanno carico di aiutare anche economicamente figli e nipoti in difficoltà. Secondo i dati Inps, nel 2010 l’assegno mensile percepito dal 43% dei pensionati emiliano-romagnoli aveva un importo medio di 360 euro, mentre solo il 32% percepiva dai 500 ai 1000 euro al mese. Al progressivo impoverimento si associa l’indebolimento delle reti sociali, determinando un sempre maggiore isolamento degli anziani. In Emilia-Romagna il 27,6% (270.000) degli anziani vive da solo. A Ferrara uno su tre non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anziani sempre più numerosi, poveri e soli. E’ questo l’identikit degli ultra sessantacinquenni che emerge dall’indagine su ‘Anziani e nuove povertà’, condotta dalla dottoressa Elisa Badiali dell’Università di Bologna su commissione delle Fnp di Bologna e Ferrara. In Emilia-Romagna gli over 65 enni sono il 22,5% della popolazione (saranno il 26% nel 2013), mentre in Italia sono il 20% con punte del 26,3% a Bologna e del 26,7% a Ferrara. Le donne sono il 57,6% tra gli ultrasessantacinquenni, ma diventano il 65% tra i grandi anziani (con più di 80 anni). Sul piano reddituale sono sempre più gli anziani a rischio povertà, in quanto percepiscono assegni mensili non adeguati al costo della vita, devono convivere con una ridotta tutela del welfare e spesso si fanno carico di aiutare anche economicamente figli e nipoti in difficoltà. Secondo i dati Inps, nel 2010 l’assegno mensile percepito dal 43% dei pensionati emiliano-romagnoli aveva un importo medio di 360 euro, mentre solo il 32% percepiva dai 500 ai 1000 euro al mese. Al progressivo impoverimento si associa l’indebolimento delle reti sociali, determinando un sempre maggiore isolamento degli anziani. In Emilia-Romagna il 27,6% (270.000) degli anziani vive da solo. A Ferrara uno su tre non vive in famiglia. Osserva Paolo Righini, segretario Politiche sociali Fnp Bologna che &#8220;è dal 2007 che si assiste al progressivo impoverimento dei pensionati, cui si aggiunge una grande incapacità degli anziani a socializzare con conseguente emarginazione. Importante strumento di contrasto all’isolamento delle persone più soggette a fragilità, secondo Righini, è il progetto ‘Oldes’, sottoscritto dai sindacati pensionati con Comune di Bologna e cup, che &#8220;si basa sull’attività di volontari che censiscono nei quartieri i soggetti cosiddetti fragili per poi segnalarli quali destinatari di interventi di tipo psicologico&#8221;. Nando Balboni, segretario politiche sociali Cisl Ferrara, ricorda tra le politiche di welfare il ‘progetto Giuseppina’, che &#8220;seppure limitato alla città, fornisce, in stretto collegamento con il volontariato, Anteas in testa, trasporto sociale, presenza contro l’emergenza caldo e freddo allargato e teleassistenza&#8221;. Ed il ‘progetto Aspasia’ &#8220;volto a fornire alle badanti per i non autosufficienti la formazione professionale necessaria a svolgere funzioni di assistenti famigliari, in grado di rispondere ai bisogni ed alle difficoltà del non autosufficiente a casa propria&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un buon 8 marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 13:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio news]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera aperta alle Donne Fnp, in occasione della festa dell’8 marzo 2012 anno celebrativo del cosiddetto “invecchiamento attivo”   &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; “Grazie a te, donna”, la società è progredita nel tempo e con i tuoi sacrifici sono stati raggiunti traguardi di civiltà per tutti.  Ancora oggi, però, è sulle spalle delle donne che ricade il funzionamento della famiglia, la cura dei suoi componenti più deboli e senza alcun riconoscimento e sostegno sociale. Sono le donne le più penalizzate dalla recente riforma previdenziale e le cosiddette ‘dimissioni in bianco’ è alle giovani donne che spesso le aziende le fanno sottoscrivere all’atto dell’assunzione, quasi sempre a tempo.  Il percorso verso la parità di genere, necessario per un&#8217;adeguata rappresentanza della popolazione femminile, è ancora lungo, continuando a prevalere una cultura che sul piano politico, sindacale ed istituzionale considera ancora l&#8217;uomo l’unico legittimo protagonista. All&#8217;interno dei partiti, dei sindacati e degli organi rappresentativi a carattere elettivo, le donne di rado occupano posizioni-chiave. Sfiducia e disillusione portano le donne spesso ad autoescludersi, penalizzando elaborazioni politiche alternative di genere che andrebbero a vantaggio dell’intera comunità.  Le donne pertanto dirottano il loro impegno in ambiti più ristretti: amministrazioni locali, organizzazioni di utilità sociale e volontariato, che agiscono direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Lettera aperta alle Donne Fnp, in occasione della festa dell’8 marzo 2012<br />
anno celebrativo del cosiddetto “invecchiamento attivo”</strong></p>
<p align="center"><strong></strong> </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; <strong>“Grazie a te, donna”</strong><strong>, l</strong>a società è progredita nel tempo e con i tuoi sacrifici sono stati raggiunti traguardi di civiltà per tutti.</p>
<p> Ancora oggi, però, è sulle spalle delle donne che ricade il funzionamento della famiglia, la cura dei suoi componenti più deboli e senza alcun riconoscimento e sostegno sociale.</p>
<p>Sono le donne le più penalizzate dalla recente riforma previdenziale e le cosiddette ‘dimissioni in bianco’ è alle giovani donne che spesso le aziende le fanno sottoscrivere all’atto dell’assunzione, quasi sempre a tempo.</p>
<p> Il percorso verso la parità di genere, necessario per un&#8217;adeguata rappresentanza della popolazione femminile, è ancora lungo, continuando a prevalere una cultura che sul piano politico, sindacale ed istituzionale considera ancora l&#8217;uomo l’unico legittimo protagonista.</p>
<p>All&#8217;interno dei partiti, dei sindacati e degli organi rappresentativi a carattere elettivo, le donne di rado occupano posizioni-chiave. Sfiducia e disillusione portano le donne spesso ad autoescludersi, penalizzando elaborazioni politiche alternative di genere che andrebbero a vantaggio dell’intera comunità.</p>
<p> Le donne pertanto dirottano il loro impegno in ambiti più ristretti: amministrazioni locali, organizzazioni di utilità sociale e volontariato, che agiscono direttamente sul territorio ed a contatto diretto con le persone. La scuola, la parrocchia, gli ospedali sono ambiti privilegiati di azione femminile, oltre e dopo la famiglia. Invece, la stessa attività di cura, se adeguatamente strutturata secondo logiche di genere e supportata, potrebbe diventare un’opportunità occupazionale per i giovani e di sviluppo economico per l’intera comunità.</p>
<p> Anche l’organizzazione sindacale necessita di meno burocrazia, più flessibilità, nonché maggiore rapporto diretto con la persona, così da cogliere meglio i differenti bisogni e dare risposte immediate.</p>
<p> Nel sindacato Pensionati Cisl, la Fnp, dell’Emilia-Romagna le donne iscritte sono il 57% del totale dei soci, ma resta esigua la loro presenza nell&#8217;organizzazione, soprattutto a livello dirigenziale. Occorre agire per riconoscere a tutti i livelli la rappresentanza di genere.<br />
La formazione in svolgimento della Fnp regionale, anche in vista del prossimo Congresso (2013), gioca un ruolo rilevante per sostenere la presenza attiva delle donne nelle strutture e per avviare iniziative mirate, in grado di assicurare crescita e benessere sociale.</p>
<p>In tempi di tsunami economico-finanziario, che stravolge la gerarchia dei valori e calpesta i diritti dei più poveri, delle donne e dei giovani, le Pensionate della Cisl emiliano-romagnola devono mettere in campo tutte le loro capacità per assicurare un sereno e proficuo rapporto intergenerazionale, che garantisca ai figli ed al Paese un futuro migliore di quello prospettato.</p>
<p>I giovani sono spaventati, oltre che indignati, vanno dunque risarciti per le aspirazioni infrante ed i traguardi interdetti.</p>
<p>Non basta che siano laureati, frequentino corsi di specializzazione, facciano la coda davanti agli sportelli della burocrazia, il loro futuro rimane un miraggio.</p>
<p>Le donne pensionate, all’interno del sindacato Fnp, possono fare la loro parte. Cominciando con il rafforzare il loro impegno e credibilità rispetto ai compiti assunti sul territorio verso l’organizzazione e la comunità.</p>
<p>Poi lavorare tutte/i insieme, ad ogni livello della Fnp, affinché il sindacato solleciti le amministrazioni, pubbliche e non, a potenziare le cosiddette ‘quote rosa’ per garantire la rappresentanza di genere. Infine, sollecitare interventi legislativi urgenti a favore dell’occupazione giovanile e femminile e contro la pratica delle dimissioni in bianco, come richiesto con forza dalla Cisl.</p>
<p style="text-align: center;"> <em>Leonilda Calabrese, coord.donne Fnp Cisl ER          Lidia Giombini, segreteria Fnp Cisl ER</em></p>
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		<title>Nasce l&#8217;associazione Alzheimer ER</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 11:21:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Migliorare la qualità di vita delle persone affette da demenza e quella delle loro famiglie, affrontando insieme i problemi pratici ed economici. Ma soprattutto condividere esperienze, buone prassi e strumenti, promuovendo ricerche, progetti e azioni coordinate, sia a livello regionale che locale ed essere interlocutore importante verso le pubbliche amministrazioni e la Regione. E’ questo l’obiettivo di AlzheimER, l’associazione regionale che ha messo in rete 11 realtà no profit impegnate sul territorio in questo campo: Gafa (Carpi-Mo) e Gp Vecchi (Mo), Per non sentirsi soli (Vignola-Mo) e Asdam (Mirandola-Mo), Aima (RE), Ama Amarcord (San Pietro in Casale e Castello d’Argile-Bo), Caima (Cesena), Ama (Fe), La rete magica (F-C) e Arad (Bo). Alzheimer, secondo la Fnp emiliano-romagnola, è importante perché “unisce competenze ed esperienze necessarie ad affrontare questa malattia, che pone i famigliari dei malati di fronte a questioni morali, etiche e religiose, nonché a problemi economici, materiali e concreti, oltre a richiedere il coinvolgimento di numerose figure professionali quali psicologi, geriatri, legali, assistenti sociali&#8221;. “Non basta però l’impegno degli addetti ai lavori e la sollecitudine delle famiglie –avverte Franco Andrini, responsabile dei pensionati Cisl dell’Emilia-Romagna- occorre fare informazione, fornire supporto e sensibilizzare la stessa opinione pubblica, organizzando incontri pubblici, percorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Migliorare la qualità di vita delle persone affette da demenza e quella delle loro famiglie, affrontando insieme i problemi pratici ed economici. Ma soprattutto condividere esperienze, buone prassi e strumenti, promuovendo ricerche, progetti e azioni coordinate, sia a livello regionale che locale ed essere interlocutore importante verso le pubbliche amministrazioni e la Regione. E’ questo l’obiettivo di AlzheimER, l’associazione regionale che ha messo in rete 11 realtà no profit impegnate sul territorio in questo campo: Gafa (Carpi-Mo) e Gp Vecchi (Mo), Per non sentirsi soli (Vignola-Mo) e Asdam (Mirandola-Mo), Aima (RE), Ama Amarcord (San Pietro in Casale e Castello d’Argile-Bo), Caima (Cesena), Ama (Fe), La rete magica (F-C) e Arad (Bo). Alzheimer, secondo la Fnp emiliano-romagnola, è importante perché “unisce competenze ed esperienze necessarie ad affrontare questa malattia, che pone i famigliari dei malati di fronte a questioni morali, etiche e religiose, nonché a problemi economici, materiali e concreti, oltre a richiedere il coinvolgimento di numerose figure professionali quali psicologi, geriatri, legali, assistenti sociali&#8221;. “Non basta però l’impegno degli addetti ai lavori e la sollecitudine delle famiglie –avverte Franco Andrini, responsabile dei pensionati Cisl dell’Emilia-Romagna- occorre fare informazione, fornire supporto e sensibilizzare la stessa opinione pubblica, organizzando incontri pubblici, percorsi di formazione per i volontari delle associazioni stesse. Tutte iniziative che si propone di fare AlzheimER”. Tra gli obiettivi dell’associazione è anche la costituzione di un osservatorio regionale per monitorare i progetti in divenire così da definire le prospettive ed i risultati da raggiungere. Ad oggi sono in corso due azioni per sensibilizzare la cittadinanza sulla tematica della demenza: una mostra itinerante di pittura, scultura e fotografia e un calendario di conferenze in forma di rappresentazione teatrale. Infine, a San Pietro in Casale nel bolognese è nato ‘Riattivamente’, il primo centro studi sull’Alzheimer e le demenze senili, che coniuga i metodi psicosociali con quelli medico sanitari.</p>
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		<title>Adeguamento delle pensioni per l&#8217;anno 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.18 del 23 gennaio il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia, sulla indicizzazione delle pensioni per l&#8217;anno 2012. Segnaliamo i principali contenuti: - la percentuale provvisoria, per il calcolo della indicizzazione riguardante il 2011, è pari al 2,6% con decorrenza 1° gennaio 2012, salvo l&#8217;eventuale conguaglio che sarà applicato dall&#8217;anno successivo; - il conguaglio relativo al 2011 è pari allo 0,2%, dato dalla differenza tra il valore provvisorio corrisposto sulle pensioni durante l&#8217;anno passato e quello definitivo dell&#8217;1,6%. I trattamenti previdenziali saranno modificati come segue: Trattamento minimo ed incrementi - trattamento minimo € 480,53; - trattamento minimo con incremento di cui all&#8217;art. 5, comma 5, della L. n.127/2007 € 616,97. Pensioni superiori al minimo Ricordiamo che la recente legge n. 214/2011 ha previsto, per gli anni 2012 e 2013, la indicizzazione fino a tre volte il trattamento minimo pari a 36,53 euro che, sommati ai 1405,05 euro, danno un totale di 1441,58 euro. Pertanto, le pensioni che sono all&#8217;interno di questo ultimo importo hanno diritto alla differenza fino a concorrenza dello stesso. Per le pensioni superiori a tale importo l&#8217;indicizzazione non viene corrisposta. Gli importi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.18 del 23 gennaio il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia, sulla indicizzazione delle pensioni per l&#8217;anno 2012.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Segnaliamo i principali contenuti:</span></strong><br />
- la percentuale provvisoria, per il calcolo della indicizzazione riguardante il 2011, è pari al 2,6% con decorrenza 1° gennaio 2012, salvo l&#8217;eventuale conguaglio che sarà applicato dall&#8217;anno successivo;<br />
- il conguaglio relativo al 2011 è pari allo 0,2%, dato dalla differenza tra il valore provvisorio corrisposto sulle pensioni durante l&#8217;anno passato e quello definitivo dell&#8217;1,6%.<br />
I trattamenti previdenziali saranno modificati come segue:</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Trattamento minimo ed incrementi</span></strong><strong><br />
</strong>- trattamento minimo € 480,53;<br />
- trattamento minimo con incremento di cui all&#8217;art. 5, comma 5, della L. n.127/2007 € 616,97.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Pensioni superiori al minimo</span></strong><br />
Ricordiamo che la recente legge n. 214/2011 ha previsto, per gli anni 2012 e 2013, la indicizzazione fino a tre volte il trattamento minimo pari a 36,53 euro che, sommati ai 1405,05 euro, danno un totale di 1441,58 euro. Pertanto, le pensioni che sono all&#8217;interno di questo ultimo importo hanno diritto alla differenza fino a concorrenza dello stesso.<br />
Per le pensioni superiori a tale importo l&#8217;indicizzazione non viene corrisposta.<br />
Gli importi indicati sono sempre al lordo delle trattenute, ed in caso di più pensioni, l&#8217;indicizzazione viene riconosciuta sul reddito complessivo a condizione che sia, comunque, all&#8217;interno dell&#8217;importo di 1441,58 euro.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Trattamenti assistenziali</span></strong><br />
- pensione sociale € 353,54;<br />
- assegno sociale € 429,00.<br />
Per le pensioni con Indennità Integrativa Speciale l&#8217;indicizzazione viene calcolata separatamente sull&#8217;Indennità e sulla pensione.</p>
<p>Ricordiamo, inoltre, che la somma aggiuntiva, di cui alla L. n.127/07, non viene indicizzata mentre viene rivalutato il limite di reddito per il diritto alla somma predetta. Di seguito riportiamo le tre fasce di reddito per l&#8217;anno 2012, distribuiti per anzianità contributiva:<br />
- € 9.370,28 limite entro il quale la somma aggiuntiva spetta in misura intera;<br />
- € 9.706,28 limite di reddito corrispondente alla prima fascia di contribuzione;<br />
- € 9.790,28 limite di reddito corrispondente alla seconda fascia di contribuzione;<br />
- € 9.874,28 limite di reddito corrispondente alla terza fascia di contribuzione.</p>
<p>Cumulo delle pensioni ai superstiti con redditi del beneficiario<br />
- La legge n.335/95 ha previsto la riduzione delle pensioni ai superstiti in presenza di redditi superiori ai limite di legge. Di seguito riportiamo i limiti di reddito per l&#8217;anno 2012:<br />
- fino a € 18.740,67, non c&#8217;è nessuna riduzione;<br />
- oltre € 18.740,67 e fino a € 24.987,56 riduzione del 25%;<br />
- oltre € 24.987,56 e fino a € 31.234,45 riduzione del 40%;<br />
- oltre € 31.234,45 riduzione del 50%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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