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la cisl: meno tasse per lavoratori e pensionati


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Un emiliano-romagnolo paga al fisco locale in media 1.584 euro, contro 1.319 della media procapite italiana, cioè 265 euro in più. Alla Regione vanno 825 euro, 346 al Comune e 77 alla Provincia. Il resto va ad altre forme di tassazione locale.
La stima (proiezione sul 2009 di dati 2008 della Agenzia delle entrate, cioè relative ai redditi 2007) arriva dalla Cisl regionale che chiede una riforma della fiscalità.
Guardando i dati del suo terzo rapporto della fiscalità regionale, emerge che l'addizionale Irpef è applicata da 91% dei comuni (76% media italiana), e incide con 109 euro procapite, a fronte dei 104 della media italiana.
La Cisl rimarca però che il maggior esborso implica anche una maggior qualità dei servizi. Il segretario Giorgio Graziani ha citato, come esempio, il Fondo per la non autosufficienza della Regione.
Ma resta che per Cisl anche in regione si evade, in linea con la media del paese, il 21% del Pil. "È un fisco sempre più iniquo e insostenibile, che pagano solo pensionati e dipendenti", ha detto Graziani. La crisi però ha portato un progressivo impoverimento di queste categorie: Cisl ha portato come esempio il +20% nel 2009 di utenti che si sono rivolti a Imola alla Caritas. "Si è rimediato con la concertazione tra enti locali e sindacati per l'istituzione di quei fondi serviti ad alleggerire la pressione fiscale sulle categorie più a rischio. Ma ora serve una riforma fiscale complessiva" ha aggiunto.
La Cisl chiede l'estensione a tutta la regione del patto antievasione siglato da Agenzia delle entrate e 166 comuni, che ha prodotto 10 milioni di imponibile sulle imposte di registro in più. Chiede un "equo federalismo fiscale" che introduca il costo standard nelle prestazioni e elimini duplicazioni dei livelli istituzionali, incentivando l'unione di Comuni. Una revisione del patto di stabilità che permetta ai comuni di rilanciare gli investimenti.
E un potenziamento del welfare, con l'uso di Isee affiancato da altri indicatori di reddito per più equità.
Servono poi, ammortizzatori sociali per i precari e un monitoraggio degli enti locali sui costi di acqua, luce, gas e igiene urbana per garantire a tutti l'accesso a questi servizi.
Infine, un fisco per rilanciare la produttività, con abbattimento dell'Irap per le aziende che contrattano con i sindacati i premi di risultato previsti nell'accordo sul nuovo modello contrattuale. Ma, per far restare invariato il gettito complessivo, Cisl propone di alzare l'aliquota a carico di banche e assicurazioni operanti in regione.

Bonanni: Fisco, nessuna caccia alle streghe ma serve una riforma integrale Il sistema fiscale deve essere revisionato integralmente. A ribadirlo, intervistato su Mattino Cinque, è il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo il successo del Tax Day organizzato dal sindacato di via Po sabato scorso. "Siamo stufi, vogliamo una riforma integrale: non importa se ci metteremo un anno, l'obiettivo è quello di revisionare il sistema fiscale", ha chiarito Bonanni. Il leader della Cisl ha sottolineato che non si tratta di "una caccia alle streghe", ma della ricerca di un "sistema più efficiente", perchè "ci sono molti cittadini che hanno la possiblità di dichiarare quello che vogliono e poi spesse volte la fanno franca". Nella ricetta proposta dalla Cisl, lo spostamento della tassazione sui consumi, la tracciabilità delle spese attraverso bancomat, conti correnti e carte di credito e il contrasto d'interesse. "Occorre spostare il peso dai redditi medio bassi- ha spiegato il segretario generale - ai consumi: chi consuma di più ha di più. In questo modo avremo 100 miliardi di tasse evase da utilizzare per le famiglie".
Secondo Bonanni l'evasione potrebbe essere contrastata "non solo attraverso la tracciabilità, ma anche con un sistema cosiddetto di 'contrasto di interesse'. Cioè, se io vado dal mio medico o dal mio dentista, ad esempio, mi faccio fare la fattura e me la scarico. Così io stesso ci guadagno. Divento nei fatti una sorta di esattore dello Stato però a mia tutela, nel mio interesse. Si verrebbe così a creare un duplice meccanismo che restringerebbe l'evasione fiscale e consentirebbe di
abbassare le tasse. Lo dico per i lavoratori ma anche per le imprese, perché anche loro oggi pagano molto più di quanto non accada nel resto d'Europa." In sostanza per il numero uno della Cisl "ci sarebbe un'alleanza tra lavoratori e piccoli e medi imprenditori che fin qui hanno fatto un pò come i polli di Renzo. Noi dobbiamo essere uniti con Confindustria, artigiani e commercianti rinunciando ciascuno alla propria opinione per trovare una convergenza che costringa la classe dirigente a fare la riforma, visto che nessun governo ha voluto mai riformare il sistema fiscale perché è molto più comodo far pagare lavoratori e pensionati".
L'appello di Bonanni segue la nota diffusa all'indomani della manifestazione della Cisl dal segretario confederale con delega alle politiche fiscali, Maurizio Petriccioli. Per Petriccioli il successo ottenuto dal Tax day, "deve essere un campanello d'allarme per il governo che non può più disattendere la richiesta della Cisl di aprire un tavolo di confronto sul tema della riforma fiscale".
"Ci sono tutte le condizioni - prosegue Petriccioli - per realizzare una riforma organica che si sviluppi in un ampio clima di coesione sociale, a beneficio di tutti i lavoratori, pensionati, imprenditori onesti, da finanziare anche attraverso una più efficace azione di contrasto all'evasione".
La Cisl - sottolinea Petriccioli - "intende mantenere viva l'attenzione politica sulla nostra piattaforma rispetto a fisco, tariffe, partecipazione alla spesa sociale, welfare e servizi locali per tutelare lavoratori, pensionati, famiglie, giovani e per sostenere la ripresa economica". Nella consapevolezza "che una riforma fiscale necessita di tempi di attuazione lunghi e di modalità di intervento articolate su più fasi". Per questo - conclude - "il Governo convochi al più presto il sindacato".


 
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